giovedì, 17 luglio 2008

Casini: Lodo? Si affronti in Parlamento, non in piazza

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martedì, 08 luglio 2008

Centro in Festa 2008

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giovedì, 03 luglio 2008

Casini:lodo Alfano non scandaloso,ma il quoziente familiare?

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mercoledì, 25 giugno 2008

Nasce il Comitato per la Costituente di Centro: “Un nuovo partito popolare e liberale”.

 
Nasce il Comitato per la Costituente di Centro: “Un nuovo partito popolare e liberale”.
            Un nuovo partito, “popolare e liberale”, alla cui nascita partecipino “tutti coloro che credono nei valori che hanno generato la civiltà europea e l’identità cristiana del popolo italiano.
Non “una piccola forza d’interposizione” tra Pd e Pdl, ma “un soggetto capace di modificare il sistema politico”.
E’ l’obiettivo del neonato Comitato promotore per la Costituente di Centro, presentato oggi nella sala convegni Capranichetta.

Del Comitato fa parte la Rosa bianca di Savino Pezzotta (che è anche il presidente del comitato) e di Bruno Tabacci; gli Udc Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa, Rocco Buttiglione e Francesco D’Onofrio; l’ex Pd Ciriaco De Mita e l’ex FI Ferdinando Adornato, (coordinatore del comitato).

Nel documento stilato, il comitato critica gli ultimi due decenni di vita politica italiana e osserva: “Partiti moderni e adeguati ai tempi non sono mai nati”. Si tratta di un “ventennio sprecato”, e “i due grandi colpi di teatro del Pd e del Pdl” nelle ultime elezioni hanno segnato l’ingresso nel “finto bipartismo senza partiti” in cui si sono “prodotte coalizioni camuffate”.
Da qui la necessità di un nuovo partito “popolare e liberale” che sappia “lavorare per il bene comune”.
Troppo presto, però, per parlare di alleanze anche perché è un’ipotesi che “dà per immutabili schieramenti che noi vogliamo invece modificare”.

E se Pezzotta mette l’accento sulla “voglia degli italiani di un nuovo inizio” e sprona a partire “dai risultati estremamente confortanti ottenuti alle urne, nonostante una campagna elettorale molto difficile”, Buttiglione osserva: “L’Udc aderisce con convinzione e vuole essere l’asse portante di questa costituente”. Ma chi vuole un nuovo partito? “Pensiamo- spiega- che nel Paese ci sia domanda. Lo dimostrano il milione e mezzo di partecipanti al Family day, tutt’oggi non rappresentati”.
Insomma, spiega Adornato, il nuovo partito di centro che nascerà deve mettere insieme “le idee migliori della storia nazionale ed europea: il progetto di solidarietà e sussidiarietà del popolarismo, l’affermazione delle virtù civiche repubblicane dell’umanesimo laico, l’ispirazione cristiana e liberale fondata sul primato della persona”.

Intanto il Comitato si concentra sulla battaglia per “una legge di iniziativa popolare per la reintroduzione delle preferenze” e si rivolge al Pd e al Pdl affinché‚ “non facciano una legge elettorale per le europee volta a cancellare la possibilità di rappresentanza”.

Quanto alle tappe seguenti, quel che è certo è che l’assemblea costituente, dice Casini, si svolgerà “entro l’anno”.

fonte:www.noipress.it

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martedì, 24 giugno 2008

Giovani Udc: fuori il Mpa dalla giunta Di Pasquale

Prendiamo atto dell’accordo amministrativo siglato a Modica fra il Mpa e il centro-sinistra.

Continua l’attacco del Mpa al centro-destra in provincia di Ragusa con l’avallo del suo leader che non ha disdegnato i voti del centro-destra della provincia di Ragusa per eleggerlo presidente della regione.

In tutte le elezioni comunali che si sono svolte in provincia: Vittoria, Scicli, Comiso, Pozzallo, Acate, Ragusa e non ultimo Modica la scelta del Mpa ha avuto ed ha un solo obiettivo attaccare il Pdl e l’Udc.

La peculiarità politica portata avanti dal Mpa in provincia di Ragusa incomincia a far seriamente pensare che il territorio ibleo viene considerato come vassallo del territorio catanese e chi si oppone a tale strategia politica deve essere emarginato se vuole continuare a difendere gli interessi e le prerogative di sviluppo della provincia iblea.

Ormai è chiaro che non si tratta di personalismi ma di una diversa concezione dello sviluppo del territorio ibleo e modicano in particolare.

Chi vede lo sviluppo ibleo come subordinante all’area metropolitana di Catania come il Mpa e chi invece come il Pdl e L’Udc che vogliono uno sviluppo non subordinato a Catania ma forte delle proprie prerogative: turismo, agricoltura, porto, aeroporto ecc.

Il centro-sinistra si unisce al Mpa solo per tentare di ritagliarsi un piccolo, ma piccolo, protagonismo politico che ormai ha perduto.

Il sindaco Di Pasquale deve fare le proprie scelte senza confusione di ruoli tra l’altro liberamente scelti dal Mpa in provincia di Ragusa.

Fuori quindi il Mpa dalla giunta Di Pasquale e stop a qualsiasi dialogo per l’amministrazione Antoci.

 

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lunedì, 23 giugno 2008

CHIUSURA GUARDIE MEDICHE TURISTICHE

Riteniamo assurdo e inaccettabile il provvedimento dell’Assessore regionale alla Sanità di ridurre il numero ed il periodo di apertura delle Guardie mediche turistiche. Ancora una volta siamo costretti a subire drastiche decisioni che si  riversano su servizi indispensabili colpendo i presidi di emergenza urgenza.  Per l’ennesima volta il diritto alla salute dei cittadini vuole essere gestito in puri termini aziendalistici, intervenendo in maniera indiscriminata sui servizi che contribuiscono a salvare la vita degli utenti. Se esiste una vera volontà di risanamento della spesa sanitaria non si può non intervenire sulla gestione interna delle aziende ospedaliere pubbliche e private che la Regione ha il dovere di  monitorare in maniera adeguata verificandone le reali funzionalità. Tagliare qualche presidio medico non influirebbe minimamente su un bilancio che occupa il 55% della spesa totale della Regione Sicilia.

Noi GIOVANI UDC avendo già condotto varie battaglie al fine di salvare il presidio di S.ta Maria del Focallo riteniamo inconcepibile che a distanza di un anno stia avvenendo la medesima cosa.

Inoltre, è bene ricordare che, l’Amministrazione, in tempi non sospetti, ha bocciato un nostro o.d.g. a favore dell’Istituzione della Centrale Operativa del 118 in Provincia di Ragusa.

Noi abbiamo scelto di tutelare la salute dei cittadini e diciamo a chiare lettere che i tagli paventati dall’Assessore Regionale alla Sanità non potranno mai essere accettati in quanto, come abbiamo ripetuto fino alla nausea, colpiscono direttamente la sicurezza e il diritto alla salute dei cittadini che data la fisionomia particolare del nostro territorio, nel periodo estivo rimarrebbero senza in presidio medico di riferimento a oltre mezz’ora dal più vicino ospedale.

Ispica 20 Giugno 2008                                             Il V. Segretario dei Giovani Udc - Ispica

                                                                                         F.to Carmelo Cannizzaro

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giovedì, 19 giugno 2008

Rifiuti: Casini, no a norme eterogenee nel decreto

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mercoledì, 11 giugno 2008

Comunicato Stampa

Il Movimento dei Giovani dell’Udc di Ispica esprime la propria contrarietà in merito al provvedimento per la tassa sull’occupazione del suolo pubblico da parte del Comune di Ispica che penalizza i tanti operatori commerciali della città e soprattutto del Centro Storico.  Basti pensare che gli esercizi commerciali siti nel centro storico sono tenuti a sostenere costi non adeguatamente compensati da alcun particolare servizio o investimento a beneficio degli stessi. I Giovani dell’UDC di Ispica chiedono l’esenzione dalla tassa che rischia di frenare i tanti sforzi fatti dai bar cittadini per abbellire l’immagine complessiva del centro storico e offrire alla clientela un servizio molto richiesto attraverso il posizionamento all’esterno del locale di tavolini, sedie, tende, ecc. Si parla tanto della necessità di rilanciare il turismo e potenziare le capacità di attrazione della nostra città e non si comprende che sono proprio provvedimenti come questo che rischiano di mortificare le iniziative promosse dagli operatori economici per attirare gente nella nostra Città e che invece vanno sostenute e incentivate.

Ispica 11 Giugno 2008                                                   Il Segretario Giovani Udc Ispica

                                                                                                    F.to  Lorenzo Ricca

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martedì, 10 giugno 2008

Casini: Costituente di Centro per rinnovare la politica

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martedì, 10 giugno 2008

Udc: con Consiglio nazionale, via alla costituente di Centro

 
Udc: con Consiglio nazionale, via alla costituente di CentroOggi diamo vita alla costituente di Centro che possa intercettare i tanti che abbiamo incontrato in campagna elettorale e nell’obiettivo di un rinnovamento della politica, dando vita a qualcosa di importante che si colleghi alla grande tradizione del popolarismo europeo”.
Pier Ferdinando Casini, arriva alla riunione del Consiglio nazionale del suo partito e spiega il significato della riunione, la prima del suo partito, dopo il risultato delle elezioni politiche.

Secondo il leader dell’Udc, sullo scenario politico non ci devono essere infatti “solo due contendenti. Non si possono scippare - spiega - i cittadini del diritto di esprimere la politica”.
Casini dice quindi ‘no’ all’idea di togliere le preferenze anche nelle prossime elezioni europee: “Se Berlusconi e Veltroni dovessero togliere le preferenze e quindi il libero voto - dice - sarebbe un fatto fortemente negativo”.
“L’attuale tendenza al bipartitismo - dice - è tutt’altro che scontata, mentre il Pdl non chiarisce il suo percorso e vediamo molti movimenti anche nel Pd. Intendiamo quindi intercettare le novità e le insoddisfazioni con la nostra presenza nel Parlamento e nel Paese”.

“Non possiamo lasciare a Berlusconi l’esclusiva del dialogo con il Pd – spiega quindi Casini ribadendo la scelta fatta dall’Udc all’avvio della campagna elettorale.- Se infatti Berlusconi indica come alleato preferito Veltroni, sarebbe singolare che noi non dialogassimo con lui”.
Siamo alternativi alla sinistra radicale – prosegue- impregnata di ideologismo e ci collochiamo al centro. Non siamo alternativi ad alcuno, ma diversi ed è chiaro che per questa traversata né lunga né breve abbiamo bisogno di energie nuove, di personaggi significativi e dei giovani”.
“Abbiamo tutti metabolizzato ciò che è accaduto nella campagna elettorale – aggiunge- e quindi bisogna andare avanti con coerenza e vedremo. Molti amici hanno rapporti positivi con il centrodestra e li coltivano nelle amministrazioni locali, ma non ci sono motivi per una svolta di questo tipo. Saranno i fatti i comportamenti del governo a stabilire se le distanze aumentano o si avvicinano”.
Secondo il leader dell’Udc, infatti, “mai come in questo momento i fatti e non i gossip determinano gli orientamenti politici”.

Ho dei sondaggi che ci danno in crescita, confezionati dal più importante sondaggista italiano”, aggiunge quindi commentando un sondaggio pubblicato oggi sul sito di Repubblica, secondo il quale è in crescita la fiducia nei confronti del governo, mentre è in calo il consenso nei confronti di alcuni partiti, compresi i centristi.
“Gli elettori apprezzano la nostra posizione di un’opposizione responsabile, senza pregiudiziali, basata sui programmi”, prosegue.
Per questo, “tutto ciò che di giusto fa il governo, come in tema di sicurezza e rifiuti, noi lo approviamo, mentre contrastiamo quello che riteniamo sbagliato”.
Casini cita come esempio il decreto sull’Alitalia, sorretta oggi da un prestito ponte “a fondo perduto e che di fatto getta i soldi dei cittadini. Questo decreto - ribadisce - lo contrasteremo”.

Quanto al provvedimento annunciato dal governo che limita le intercettazioni, Casini ribadisce che “non bisogna passare dalla padella alla brace, ci vuole equilibrio”. A suo avviso, infatti, è “giusto regolamentare, ma non giusto imbavagliare”.
Il leader dell’Udc intravede “il rischio di esagerazione, che c’è sempre e c’è sempre stato”. E ricorda il disegno di legge presentato in Parlamento nella scorsa legislatura ritenendo necessario ripartire da lì: “Credo che in Parlamento – dice- su questa base si può trovare la strada”.

“L’Udc non chiuderà i battenti, non resterà fermo né si farà logorare”.
Il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa apre i lavori del Consiglio nazionale del partito con una relazione che parte dal risultato elettorale, dalla “operazione schiacciamento” messa in atto da pdl e Pd contro il partito centrista che “non è riuscita” per poi lanciare la contromossa: la costruzione di una nuova “costituente popolare di centro”.
Cesa attacca i due partiti maggiori perché, dice, “i dirigenti dell’Udc hanno dovuto resistere, in periferia, ad una campagna acquisti condotta secondo le regole più spregiudicate e immorali, con il solo obbiettivo di cancellare la nostra presenza e la nostra storia” e denuncia una “aggressione scientifica, continua e aspra contro di noi”.
Tuttavia, spiega Cesa, “noi siamo la prova concreta che il Paese vuole la semplificazione ma non la fine del pluralismo, che è contro lo schiacciamento del sistema politico su due soli partiti”.

Ora, archiviata la battaglia elettorale “per l’Udc si apre una nuova stagione” che vede il partito impegnato “in una fase costituente per cercare di aggregare, nei tempi e nei modi opportuni un centro autonomo, moderato, rifomista e forte nell’interesse dell’Italia”.
Questo consiglio nazionale sancisce pertanto la nascita di “una costituente popolare nuova e diversa che parta dall’Udc e vada oltre l’Udc” e che guarderà alle alleanze “senza pregiudiziali, convergendo con chi, concretamente, sarà in sintonia”. Ma, insiste Cesa, “non ci alleeremo mai, a nessun livello, con la sinistra estrema
Il nuovo soggetto, chiarisce, non farà mai parte, “né a livello locale, né a livello nazionale, di governi dove ci sia la presenza contemporanea di quel che resta dell’area comunista, neo comunista e post comunista o di quell’ambientalismo ideologico e fanatico che è stato in freno più potente allo sviluppo del Paese”.
Riguardo invece ai rapporti con il Pdl e il Pd, Cesa sottolinea che “la nostra principale bandiera sarà la difesa della democrazia parlamentare e la ricerca dei giusti contrappesi rispetto a chi interpreta le riforme istituzionali come un grimaldello per trasferire tutto il potere ad un solo uomo: il presidente del Consiglio. Un presidenzialismo senza argini - aggiunge - non ci troverà mai concordi e su questa linea metteremo alla prova chi, come Veltroni, prima sostiene di condividere le nostre preoccupazioni e poi sembra pronto a siglare con Berlusconi accordi che restringono sempre di più gli spazi democratici del nostro Paese”.

“A settembre, annuncia quindi Cesa- nel corso della festa nazionale del nostro partito, lanceremo un referendum di iniziativa popolare per eliminare le liste bloccate, reintrodurre il voto di preferenza e restituire così ai cittadini la piena possibilità di decidere da chi farsi rappresentare in Parlamento”.

Insomma, spiega, la costituente popolare, sarà “un processo delicato, probabilmente non breve” e il segretario centrista ne disegna il percorso: “La prima condizione per il successo è la necessità di partire dal basso, di coinvolgere fino in fondo la base del partito, perché l’Udc rappresenta oggettivamente l’architrave del progetto costituente”. La seconda condizione è che la Costituente non sia “una semplice somma di nomi e di volti: fare una Costituente solo per guardarsi allo specchio non avrebbe senso, né possiamo commettere gli errori che imputiamo a Berlusconi e Veltroni”.
Ovvero “non dobbiamo dar vita ad un cartello elettorale centrista in alternativa agli altri due cartelli elettorali. Non dobbiamo lavorare ad un’operazione di facciata, né rimescolare sempre le stesse carte. La scommessa per noi è un'altra: disegnare un futuro diverso per il Paese, indicare una via d’uscita alle difficoltà degli italiani”. Per Cesa, infatti, “solo così potremo dar voce a chi non crede nella prospettiva del bipartitismo,a chi ritiene che l’Italia di Berlusconi e Veltroni sia una finzione pericolosa e improduttiva”.

fonte:www.noipress.it

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Nome: Movimento Giovanile Udc Provincia di Ragusa

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